Frattura scomposta polso: definizione
La frattura del polso è uno dei traumi della mano che si verifica con maggiore frequenza. Quando si subisce una frattura, avviene un’interruzione della continuità tra le due parti dell’osso lesionato.
Generalmente, le ossa del polso interessate più spesso da una frattura sono l’ulna e il radio. Assieme, queste ossa compongono le articolazioni del gomito e del polso: dunque, la frattura di una di esse può provocare dolore e difficoltà di movimento di questi distretti.
Le fratture possono essere divise in due categorie:
- Composte: quando i frammenti dell’osso lesionato rimangono allineati sullo stesso asse;
- Scomposte: quando i due frammenti non mantengono l’allineamento e non si trovano più nella loro naturale posizione.
Le fratture possono inoltre essere categorizzate come:
- Esposte: nei traumi particolarmente violenti, uno dei frammenti può lesionare la pelle e venire esposto all’esterno;
- Pluriframmentarie: quando l’osso interessato dal danno si lesiona in più punti, creando più di due frammenti.
Valutare attentamente la condizione della frattura è fondamentale per definire l’opzione terapeutica più adeguata al paziente.
Nel caso di una frattura scomposta, è opportuno esaminare anche il grado di disallineamento dei frammenti ossei per decidere quale trattamento adottare, a seconda della gravità della condizione dell’arto.
Sintomi
Il sintomo più evidente quando ci si trova in presenza di una frattura scomposta è il dolore.
Il paziente riferisce infatti un dolore molto forte, che gli impedisce di muovere l’arto liberamente. Un altro sintomo riferito sarà dunque l’estrema difficoltà di movimento.
Generalmente, per un paziente che va incontro a una frattura scomposta, il dolore è talmente forte che si reca in pronto soccorso immediatamente dopo il trauma che ha causato la lesione.
Nel caso di fratture scomposte, talvolta è possibile osservare anche una deformità dell’avambraccio dovuta appunto al disallineamento tra i due frammenti ossei.
Altri sintomi comuni di una frattura scomposta sono:
- Gonfiore dell’avambraccio;
- Possibile presenza di ematomi, causati dal trauma;
- Sensazione di intorpidimento del braccio e della mano.
Cause
La causa più frequente di una frattura scomposta del polso è di natura traumatica.
Sono molti i casi in cui la frattura è causata da una caduta accidentale. Nel momento in cui si cade, infatti, si è portati a mettere in avanti le mani per proteggersi dall’impatto. Questo gesto istintuale può produrre una lesione alle ossa del polso che risulta in una frattura.
Più forte è l’evento traumatico e maggiore è il rischio che si verifichi una frattura scomposta, pluriframmentaria o esposta.
La condizione della frattura dipende però da numerosi fattori relativi alla dinamica della caduta o dell’incidente.
Attività rischiose
Nonostante la frattura scomposta possa essere causata da qualsiasi tipo di caduta, le attività che espongono maggiormente a un rischio di questa lesione sono soprattutto sport di vario tipo.
Gli sport più rischiosi sono quelli di contatto e gli spot in cui gli atleti rischiano maggiormente di cadere.
Tra le attività sportive più a rischio troviamo:
- Pugilato;
- Calcio;
- Rugby;
- Arti marziali;
- Pattinaggio artistico e di velocità;
- Ciclismo;
- Corse automobilistiche e ciclistiche.
In tutti questi sport, per ridurre il rischio di cadute traumatiche è opportuno munirsi, quando possibile, di adeguate protezioni.
Tuttavia, gli sport non sono le uniche attività rischiose. Il rischio di frattura può presentarsi anche per alcune categorie di lavoratori, come gli operai o chi svolge frequentemente lavori manuali.
Soggetti a rischio
Una volta compreso quali sono le attività più rischiose, è facile intuire che i soggetti a rischio sono rappresentati soprattutto da chi pratica sport di contatto o ad elevato pericolo di caduta. Questa categoria è costituita spesso da giovani atleti.
Tuttavia, non è raro osservare la frattura scomposta del polso anche in pazienti più anziani.
Questi ultimi, infatti, possono incorrere più facilmente in questo tipo di lesione, e il rischio aumenta se si soffre di processi degenerativi delle ossa, come l’osteoporosi.
L’osteoporosi consiste infatti in una patologia degenerativa che indebolisce progressivamente il tessuto osseo, rendendolo più fragile e più soggetto a lesioni in caso di cadute o traumi anche minori.
Quando l’ortopedico si trova di fronte a una frattura scomposta del polso, è opportuno valutare anche le condizioni di salute del paziente, al fine di decidere il modo migliore per intervenire.
Trattamento
Per definire quale sia l’opzione di trattamento più adeguata, è necessario che il medico:
- Valuti le condizioni generali di salute del paziente;
- Prescriva esami diagnostici, in particolare una radiografia, per determinare con precisione il tipo di frattura.
Nel caso di una frattura composta, l’opzione terapeutica più indicata è quella di immobilizzare l’arto con un gesso per il tempo necessario al consolidamento della fratura, monitorando la progressione del paziente attraverso radiografie regolari.
Quando si è in presenza di una frattura scomposta, invece, è necessario riportare in posizione allineata i frammenti ossei, in modo che la guarigione proceda correttamente e si evitino vizi di consolidazione (quando la frattura guarisce in maniera non adeguata).
In caso di frattura scomposta, si può valutare di utilizzare il gesso per riallineare i frammenti ossei; tuttavia, questa opzione terapeutica rischia di essere fallimentare. Il trattamento più indicato in questo caso è l’intervento chirurgico.
Per intervenire su una frattura scomposta si possono utilizzare diversi strumenti ortopedici:
- Fissatore esterno: si tratta di un dispositivo montato all’esterno dell’arto, che stabilizza i frammenti ossei tramite perni e aste metalliche. Viene mantenuto fino alla guarigione della frattura.
- Fili di Kirschner: sono fili di metallo che vengono utilizzati anche in combinazione con il gesso, per immobilizzare i frammenti ossei nella posizione adeguata.
- Viti e placche: vengono utilizzate per riportare i frammenti ossei in posizione corretta per un’osteosintesi ottimale;
A risultare più fastidiosi per il paziente sono solitamente il fissatore esterno e i fili di Kirschner, in quanto questi dispositivi fuoriescono dalla pelle e possono dare luogo a irritazioni o, più raramente, anche a infezioni.
Il trattamento chirurgico in caso di frattura scomposta della mano è assolutamente il più indicato, in quanto consente di recuperare rapidamente la capacità di movimento della mano.
Inoltre, il ruolo della chirurgia della mano è cruciale poiché è in grado di evitare al paziente alcuni potenziali effetti collaterali del trattamento conservativo con gesso, come le neuropatie da compressione.
Le neuropatie da compressione consistono in patologie dei nervi del sistema nervoso centrale o periferico (nel caso di fratture al polso si tratta di un danno al sistema nervoso periferico).
Esse sono causate, come suggerisce il nome, da una compressione o uno schiacciamento del nervo da parte del tessuto circostante. I sintomi più comuni includono:
- Parestesie: sensazione di formicolio o intorpidimento;
- Dolore.
Il trattamento chirurgico, favorendo una guarigione più rapida, evita il rischio di sviluppare questo genere di patologie.
Riabilitazione
A seguito della rimozione del gesso o dopo l’intervento chirurgico, è necessario riprendere gradualmente l’utilizzo della mano guarita. La riabilitazione è in genere più veloce dopo l’intervento che dopo il solo utilizzo del gesso.
I tempi di guarigione vanno in media dai 30 ai 45 giorni circa, ma molto dipende anche dalle condizioni generali di salute del paziente.
La fisioterapia per la riabilitazione va condotta seguendo attentamente i consigli dell’ortopedico curante o del fisioterapista e senza sforzare eccessivamente la mano.
L’esperto che segue il paziente indicherà una serie di esercizi da compiere, utili per aumentare la forza e l’elasticità dell’arto e per evitare la rigidità articolare.
Gli esercizi possono prevedere anche l’utilizzo di specifici attrezzi, come piccoli pesi da sollevare per rafforzare la muscolatura o molle di diversa resistenza da stringere per migliorare la forza di presa.
Possono inoltre essere prescritte specifiche terapie strumentali per consolidare i risultati ottenuti tramite l’immobilizzazione e l’intervento chirurgico. Tra queste troviamo:
- Laserterapia;
- Tecarterapia;
- Terapia con ultrasuoni;
- Magnetoterapia.
Competenze necessarie per risolvere il problema
Nel caso di frattura scomposta del polso, affidarsi a un ortopedico competente è fondamentale per recuperare pienamente il controllo e il movimento dell’arto e per eliminare totalmente il dolore.
Il paziente deve affidarsi a un medico specializzato nella mano, affinché questa figura sia in grado di valutare correttamente le condizioni della frattura e consigliare il miglior trattamento da eseguire.
Per l’intervento chirurgico, essenziale è la figura di un chirurgo della mano esperto, sia per decidere il dispositivo terapeutico più indicato, sia per eseguire l’operazione in maniera ottimale.
Solo affidandosi a medici esperti nella chirurgia e traumatologia della mano sarà possibile avere la certezza di procedere in maniera rapida ed efficace verso la totale guarigione e il recupero della mobilità.
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