Frattura del pugile: definizione
Con il termine “frattura del pugile” viene comunemente indicato un tipo di frattura del metacarpo. Ad essere lesionato, in questo caso, è l’osso metacarpale del quinto dito.
Il metacarpo consiste nella struttura ossea della mano che precede le falangi. Esso svolge una funzione fondamentale per il movimento, l’articolazione e la funzionalità della mano.
La struttura del metacarpo può essere divisa in tre regioni distinte:
- Base: è la parte del metacarpo che è localizzata verso il polso;
- Corpo: la sezione intermedia;
- Testa: è la parte che si trova in prossimità delle nocche e delle falangi.
Ad essere soggetta più spesso a lesioni e fratture è una piccola sezione del metacarpo che si trova tra il corpo e la testa, detta collo del metacarpo.
La denominazione di “frattura del pugile” deriva dal fatto che il metacarpo del dito mignolo è quello maggiormente esposto a lesioni nel caso di pugni contro oggetti duri, che rappresentano infatti la più frequente causa di tale frattura.
Sintomi
Il sintomo più comune della frattura del pugile è chiaramente il dolore, che in genere si localizza nella zona immediatamente precedente alla falange del dito mignolo.
Il dolore può variare di intensità a seconda della gravità della lesione. Può essere accompagnato da altri sintomi. I più comuni sono:
- Difficoltà di movimento della mano e del dito mignolo;
- Gonfiore;
- Sviluppo di un ematoma.
Se la frattura è stata causata dalla dinamica di un pugno, il paziente potrà apparire con una nocca più o meno spostata rispetto alla sua localizzazione normale, oppure deformata o infossata.
Cause
La dinamica che con maggiore frequenza causa la frattura del quinto metacarpo è quella di un pugno scagliato contro qualcosa di duro.
Tuttavia, la frattura del quinto metacarpo può avvenire anche per altre ragioni traumatiche, quali:
- Un colpo diretto alla mano;
- Lesioni da schiacciamento;
- Cadute.
Soggetti a rischio
Nonostante il nome attribuito a questa lesione, i soggetti a rischio di una frattura del quinto metacarpo non sono solo i pugili.
Tutti coloro che svolgono attività fisica, e in particolare sport di contatto, possono incorrere nel rischio di tale lesione.
Tra gli sport in cui si verifica più frequentemente tale frattura troviamo:
- Pugilato;
- Rugby;
- Arti marziali.
Oltre agli sportivi, un’altra categoria di soggetti a rischio è rappresentata da coloro che utilizzano frequentemente l’arto superiore in lavori manuali che espongono al rischio di traumi all’arto superiore.
Prevenzione
La prevenzione della frattura metacarpale si rivolge soprattutto agli sportivi, che sono maggiormente soggetti al rischio di tale lesione.
Chi svolge attività sportive o lavori a rischio, infatti, dovrebbe dotarsi di una strumentazione adeguata a proteggere la propria mano dall’eventualità di un trauma.
Inoltre, quando si sospetta la presenza di una frattura, è bene rivolgersi tempestivamente ad uno specialista al fine di trattarla precocemente ed evitare future deformità nella zona lesionata.
Trattamento
Il trattamento per la frattura del pugile dipende dallo stato della lesione. La frattura, infatti, può essere classificata in due modi:
- Frattura composta: quando i due segmenti dell’osso lesionato rimangono allineati;
- Frattura scomposta: i due segmenti perdono il normale allineamento.
È necessario definire esattamente in che categoria rientra la frattura del paziente, poiché il trattamento nel caso di una frattura composta è diverso da quello che si attua in caso di frattura scomposta.
Quando il paziente presenta una frattura composta, in genere si opta per un trattamento conservativo, che prevede l’utilizzo di un gesso o di un tutore che immobilizzi l’arto favorendo il processo di calcificazione della frattura.
Durante il periodo in cui il paziente tiene il gesso o il tutore, è opportuno eseguire regolarmente delle radiografie per assicurarsi che il processo di calcificazione proceda senza problemi e che i frammenti ossei si stiano riunendo correttamente.
Quando invece ci si trova di fronte a un caso di frattura scomposta, l’opzione di trattamento più adeguata consiste in un intervento chirurgico.
Durante l’operazione si vanno a riallineare correttamente i segmenti ossei, che possono venire poi immobilizzati mediante l’utilizzo di fili metallici percutanei.
Quali competenze occorrono per il trattamento
Per trattare correttamente una frattura del pugile è innanzitutto necessario essere in grado di formulare una diagnosi corretta e conoscere gli strumenti diagnostici più adeguati.
L’ortopedico esperto eseguirà infatti un esame obiettivo sul paziente valutando sintomi e condizioni dell’arto, e prescriverà una radiografia per verificare lo stato della lesione.
In base ai risultati degli esami diagnostici, l’ortopedico potrà definire la migliore opzione di trattamento.
Nel caso in cui sia necessario l’intervento chirurgico, è importante che il paziente si affidi a un chirurgo ortopedico esperto e a medici specialisti nella chirurgia della mano.
La corretta riuscita dell’intervento è infatti un passaggio fondamentale affinché il paziente recuperi mobilità e funzionalità della mano.
Perché scegliere il nostro centro specializzato a Roma
Traumi e patologie del polso e mano sono una condizione molto comune che richiede l’intervento tempestivo di un medico chirurgo specialista in chirurgia della mano per non rischiare di compromettere le funzionalità dell’intero arto.
Per prenotare un appuntamento con il Dott. Merendi o il Dott. Mingarelli puoi contattarci ai numeri 376 1217737 – 06 361494196, alla nostra e-mail info@cctmroma.it oppure tramite il form che trovi in questa pagina.
Ci troviamo a Roma, in Via Luigi Bodio 58 presso la casa di cura Ars Biomedica, e siamo a tua disposizione H24 per intervenire su ogni tipo di trauma o patologia del polso e della mano, anche in situazioni di urgenza.