Dolore alla base del pollice: perché alcuni gesti diventano difficili?
Aprire un barattolo, girare una chiave o chiudere un bottone: quando compare dolore alla base del pollice, anche un gesto abituale può diventare difficile. Non sempre è il peso dell’oggetto a fare la differenza. Una presa piccola, una rotazione o il movimento necessario per afferrare qualcosa possono richiedere al pollice un lavoro importante.
Capire quali attività provocano il disturbo aiuta a raccontarlo durante la visita. La sede del dolore, da sola, non permette però di identificarne la causa: occorre considerare la storia dei sintomi ed esaminare la mano.

Perché il pollice è importante nella presa
Il pollice può avvicinarsi alle altre dita e contribuire sia alla presa di oggetti più grandi sia ai movimenti di precisione. La sua articolazione alla base, vicina al polso, permette movimenti in più direzioni. Si chiama articolazione trapezio-metacarpale, perché collega il trapezio, un osso del polso, al primo metacarpo.
Quando il pollice incontra l’indice per trattenere un oggetto piccolo, compie una presa di precisione, spesso chiamata “pinza”. Durante altre attività partecipa a una presa più ampia o a una rotazione. Se questi movimenti sono dolorosi, la persona può percepire una minore efficacia della mano anche in compiti apparentemente semplici.
Quali gesti possono diventare più difficili?
Il disturbo può essere avvertito mentre si svita un coperchio, si gira una chiave o si afferra un oggetto. Altre volte è una piccola attività, come maneggiare un bottone, a far notare che qualcosa è cambiato.
Questi esempi descrivono il modo in cui la mano viene utilizzata, non sono prove diagnostiche. Due persone che riferiscono difficoltà nello stesso gesto possono avere problemi differenti. Anche la sensazione di “avere meno forza” va approfondita: è utile chiarire se il movimento viene interrotto dal dolore oppure se l’oggetto sfugge dalla mano.
Dolore alla base del pollice: non significa sempre rizoartrosi
Una delle possibili cause è la rizoartrosi, cioè l’artrosi dell’articolazione trapezio-metacarpale. In questa condizione si modifica la cartilagine che riveste le superfici articolari. Possono comparire dolore durante l’uso del pollice, rigidità e difficoltà nella presa. La presenza e l’intensità dei disturbi variano da persona a persona.
Il dolore in questa regione può però essere collegato anche a strutture diverse dall’articolazione, come i tendini, oppure a un trauma. Disturbi tendinei, fra cui la sindrome di De Quervain, possono interessare una zona vicina al pollice, sul lato del polso. La posizione precisa e i movimenti che provocano dolore aiutano lo specialista a distinguere le possibili origini del problema.
Non è quindi corretto concludere che si tratti di artrosi soltanto perché fa male aprire un barattolo. Allo stesso modo, un gesto ripetuto al lavoro o in casa non dimostra, da solo, quale sia la causa del disturbo.
Quali informazioni riferire durante la visita
Un racconto concreto è più utile di una diagnosi ipotizzata in autonomia. Prima dell’appuntamento, puoi annotare:
- da quando è presente il dolore e se è iniziato gradualmente o dopo un episodio preciso;
- il punto in cui lo avverti e se riguarda una mano o entrambe;
- quali attività diventano difficili e se il disturbo compare anche a riposo;
- la presenza di gonfiore, rigidità, formicolio o cambiamenti nella sensibilità;
- eventuali traumi precedenti e documentazione già disponibile.
Non occorre provocare il dolore per “dimostrarlo” né ripetere manovre trovate online. È sufficiente descrivere quello che succede nelle normali attività, precisando se il problema è occasionale, ricorrente o in aumento.
Come viene valutato il problema
Lo specialista raccoglie la storia del disturbo ed esamina la mano, valutando la sede del dolore e il movimento del pollice. In base ai risultati può indicare gli approfondimenti utili. Le radiografie possono aiutare a valutare un sospetto problema articolare, ma gli esami vengono scelti in relazione al quadro clinico.
Una eventuale alterazione radiografica non descrive, da sola, quanto una persona sia limitata nelle attività. Per discutere il percorso di cura contano anche i sintomi, le esigenze quotidiane e l’esame della mano.
Quando chiedere una valutazione
Una visita è utile quando il dolore persiste, ritorna spesso o interferisce con le attività quotidiane. Se il disturbo è comparso dopo un trauma, è importante riferirlo. Dolore intenso, deformità, perdita di sensibilità o impossibilità a muovere il pollice richiedono una valutazione tempestiva, attraverso i servizi sanitari appropriati.
Il percorso successivo dipende dalla causa identificata. Una visita dal chirurgo della mano non implica automaticamente un intervento: le possibilità di trattamento, i benefici attesi e i limiti devono essere discussi sul singolo caso. Anche eventuali indicazioni per adattare le attività quotidiane richiedono una valutazione individuale.

Domande frequenti
Se fa male soltanto quando stringo qualcosa, è comunque utile riferirlo?
Sì. Il rapporto fra dolore e gesto è un’informazione utile. Puoi precisare quale oggetto stai usando e in quale momento del movimento compare il disturbo, senza ripetere appositamente l’attività dolorosa.
La rizoartrosi provoca sempre gli stessi sintomi?
No. I disturbi possono variare, e alcune persone con alterazioni articolari hanno pochi sintomi. Per questo la valutazione deve tenere insieme storia clinica, visita ed eventuali esami.
Devo fare degli esami prima dell’appuntamento?
Non esiste un elenco valido per tutti. Porta la documentazione già disponibile; lo specialista valuterà se sono necessari ulteriori approfondimenti.
Una visita per mano e polso presso CCTM Roma
Il Dott. Gianfranco Merendi e il Dott. Luigi Mingarelli si occupano dei disturbi della mano e del polso presso CCTM Roma, in Via Luigi Bodio 58, Roma, presso ARS Biomedica.
Le informazioni organizzative sono raccolte nella guida alla prenotazione della visita. Per richiedere un appuntamento, chiama il 06 36 14 94 196.